Questa è una crisi di identità. E’ la crisi di un popolo che non vuole sapere da dove viene e non sa cosa
vuole. Sentiamo ogni giorno di manovre attuabili o attuate, di ministri che avanzano richieste o di spread
che si alzano e si abbassano. Ma la mia domanda è: per cosa tutto questo? Per andare dove? Tutto questo
movimento avrà o vuole avere un punto di sfogo?
La più bella cosa che un uomo possa fare è costruire, rendere la sua vita terreno fertile, ma non si può
costruire nulla se non si sa quel che si vuole, se non si sa quale strada si vuole prendere o una volta risanata
la finanza che cosa ce ne si vuole fare. E allora la vera crisi sta in centinaia di persone che scelgono l’identità
proposta dalla massa, che accettano di essere chi qualcun altro gli impone di essere. Così si forma la fila
davanti alla Trony, così si riempiono le piazze di manifestanti, ma per manifestare che cosa?
Quindi costruire sì, ma su che cosa?
L’attuarsi della democrazia dovrebbe naturalmente portare alla scoperta della personalità responsabile di
fronte a sé stessa, di fronte alle scelte da prendere. Se non è il singolo che decide di impegnare la propria
intelligenza, che decide di riconoscere da dove viene e chi è, allora si perde anche l’aspetto più interessante
della democrazia e crolla qualsiasi sistema.
Siamo noi che andiamo educati, educati a riconoscere le nostre radici, a riconoscere di chi siamo figli e da
che spalle stiamo osservando il mondo, noi che siamo piccoli nani.
E’ solo nostra ora la scelta da fare, solo nostro il riconoscimento dell’origine; e allora si potrà iniziare a
costruire.
Laura Mariotti
Quindi, su cosa si può costruire?
RispondiEliminaNon intendo dare formule o soluzioni magiche; solo mi sto accorgendo sempre più di incontrare, di imbattermi in personaggi del passato, uomini valorosi, autori e vite che sembrano essere solide e durevoli, uomini che hanno costruito e sui quali forse si può investire di più. Credo che conoscere quegli uomini, imitarli o riconoscerne gli errori e cambiare strategie, possa essere un buon inizio per piantare le basi su cui poi costruire; slanciarsi in avanti e in alto con i piedi ben saldi sull'insegnamento dei grandi uomini.
RispondiEliminatipo chi?
RispondiEliminaUn uomo che si chiama Platone e un altro che si chiama Sallustio. Poi il comandande Giulio Cesare, e il papa Gregorio I. Infine Dante Alighieri.
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